La fabrique de nos servitudes

Roland Gori
Ed. Les Liens qui Libèrent, Paris, 2022, pp. 304

Asservite all’informazione, all’efficacia tecnica e agli algoritmi, le nostre società mostrano oggi tutti i segni di una crisi epocale: pandemia, cambiamenti climatici, dissesto sociale e psichico sono sintomi della nostra impreparazione culturale, politica, sociale. Come pensare l’avvenire in un mondo che fabbrica servitù? 

Roland Gori, psicoanalista, iniziatore dell’Appel des Appels, con la lucidità e la passione intellettuale che gli sono consuete, analizza nel suo ultimo libro le forme di schiavitù della società contemporanea e disegna le linee di resistenza.

Nelle nostre società di controllo l’informazione è il mezzo privilegiato per sorvegliare, normalizzare e dare ordini. Le informazioni, molecole della vita sociale, diventano i soggetti dell’esistenza, il vero obiettivo dei poteri politici ed economici. Il linguaggio numerico rinchiude le soggettività dentro una rete di norme sempre più dense e vincolanti. Le ideologie scientifiche spesso finiscono per legittimare questo “naturalismo economico” trasformando il cittadino in soggetto neuro-economico e la sua educazione in accumulo di competenze in vista delle competizioni future.

Le fabbriche di servitù mettono in cattività gli individui e le popolazioni in nome dell’efficacia tecnica e nell’illusione di un benessere procurato dagli algoritmi e dalla mondializzazione commerciale. Per uscirne occorre modificare i nostri habitus e le nostre abitudini, occorre restaurare la forza rivoluzionaria del linguaggio e della metafora, ristabilire il potere delle “narrazioni” (fictions). L’ordine esistente ha sempre odiato le utopie, la loro potenza visionaria, le loro esperienze di pensiero. L’utopia non può essere ridotta a un genere letterario o alla rêverie politica di un futuro improbabile: è una posizione etica e politica, uno stile, un nucleo di libertà.

Nella storia della schiavitù e delle lotte sociali i “marronnage” attraverso la danza, il canto, il racconto, sono stati vie di emancipazione. Resistere alle fabbriche di servitù con l’utopia è un nuovo modo di agire e di pensare l’infinito, il complesso, l’instabile, il molteplice, il diverso, come il vivente esige. (Roland Gori)


Cliccando sul link potrete leggere il prologo del libro in traduzione italiana.

Invito alla lettura

Potrebbe Interessarti

(In)attualità del Pensiero Critico: Seminario Permanente

Ernesto de Martino

2018-corrente
scopri di più
Riaccendiamo Il Classico

Le Supplici di Eschilo: ieri e oggi

7 dicembre 2017
scopri di più
Convegno sul Sogno

Il Sogno

Angela Peduto
25 maggio 2013
scopri di più
Convegno sul Transfert

I volti nuovi del transfert

Angela Peduto
12 novembre 2011
scopri di più
La Musa Inquieta

Tradurre la "Commedia" in francese

Agnès Cousin de Ravel
Sabato 20 novembre 2021
scopri di più
Pagine Nomadi

Tradurre è necessario, cioè (im)possibile*

Carmine Di Martino
13 maggio 2022
scopri di più
Thank you! Your submission has been received!
Oops! Something went wrong while submitting the form.